LOCATION



INCANTEVOLI SPIAGGE DI SABBIA FINISSIMA E UN ENTROTERRA ANCORA INCONTAMINATO

Il resort si trova sulla costa sud orientale della Sardegna, in una zona ricca di incantevoli paesaggi, dove l’azzurro cristallino del mare lambisce il candore abbagliante di lunghissime spiagge di sabbia, che vanno dal colore bianco di Cala Pira, Monte Turno e Sant’Elmo a quello rosa dorato della stessa spiaggia di San Pietro, Cala Marina, Cala Sinzias, Villa Rey e Santa Giusta. Nell’entroterra, le meravigliose foreste ricche di enormi lecci, ginepri secolari, oleandri, corbezzoli e mirti profumati, offrono un patrimonio ambientale ancora incontaminato. A Costa Rei (circa 7 km) e a Villasimius (circa 10 km) sono disponibili negozi e tutti i servizi utili.

CAGLIARI E IL COMUNE DI CASTIADAS
I 13 Km di coste di Castiadas iniziano a sud della Costa Rei, con la solitaria spiaggia di Santa Giusta, nota soprattutto per l'enorme scoglio a forma di tartaruga, conosciuto con il nome di "Scoglio di Peppino". Procedendo lunga la costa, la collinetta di Monte Turno protegge la stupenda "Cala Sant'Elmo", costituita da un alternarsi di scogli e piccole insenature sabbiose.


UNA STORIA SECOLARE CHE HA COSTELLATO IL TERRITORIO DEI SUOI ANTICHI SEGNI
Nell'ultimo scorcio del XIV secolo nacque nel Sarrabus il centro di Villanova Castiadas che , alla fine del 500, per frequenti epidemie di peste e malaria rimase totalmente disabitata per circa 350 anni. Dopo un lungo periodo di abbandono, nella metà dell'800, il Ministero dell'interno decise di Istituirvi una Colonia Penale agricola, con il duplice obiettivo di far scontare la pena ai detenuti per i delitti commessi e nello stesso tempo bonificare una zona malsana e paludosa che da anni era abbandonata. Provenienti dalla Casa Penale di San Bartolomeo, l'11 agosto 1875, 30 detenuti sbarcarono nella solitaria spiaggia di Cala Sinzias per inoltrarsi nella fitta boscaglia. Alla guida del Cavalier Eugenio Cicognani, Ispettore Generale delle Carceri, la schiera di forzati, dopo un lungo vagare per luoghi ignoti si fermò e stabilì la prima dimora sulla collina detta Praidis, compresa tra due fiumicelli: Gutturu Frasca e Baccu Sa Figu.




La Colonia Penale cessò di esistere soltanto nel 1952 con la nascita dell'E.T.F.A.S. Ente di Trasformazione Fondiaria Agraria della Sardegna (oggi E.R.S.A.T.). Nei primi anni 50 l'E.T.F.A.S. cercò di attuare la riforma agraria, divise Castiadas in sette aziende: l'Annunziata, Sabadi, Orteduso, Castiadas, San Pietro, Capoferrato e Tuerra (queste ultime appartenenti rispettivamente a Muravera e San Vito). Acquistò circa 8.000 Ha e diede vita inizialmente a 405 poderi, scesi a 235 dopo la ristrutturazione degli anni '60, per arrivare a 216 nel 1968. A Castiadas, oltre alle sette Aziende, si costruirono nuove borgate come Olia Speciosa e Annunziata, create come punto di aggregazione sociale fra gli assegnatari dei poderi, dotate di centri di servizi, scuole, chiese e circoli ricreativi. Negli anni '60 arrivarono a Castiadas dei profughi italiani, originari della Tunisia che si stabilirono soprattutto nelle località di Sabadi, Orteduso e San Pietro, diventando in seguito assegnatari, avvenimento questo che ha segnato un deciso cambiamento nei rapporti sociali e culturali della comunità. Castiadas è oggi un Comune Autonomo. Con L.R. n. 24 dell'11 Marzo 1986 si è costituito in forma autonoma, affrancandosi così dalle varie amministrazioni dei Comuni madre di Villaputzu, San Vito e Muravera.